Pasqua a Sarajevo

Da casa al bar... ritorno non certo.
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batarisTA
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Pasqua a Sarajevo

Messaggio da batarisTA »

Quest'anno abbiamo deciso di approfittare delle vacanze di Pasqua per fare un giro in Bosnia,
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paese che da parecchio tempo è nelle mie fantasie motociclistiche. Consultato il meteo e visto che dovrebbe essere incerto solo verso il martedì successivo decidiamo un tragitto che ci consenta di visitare Sarajevo ed alcune zone famose per le bellezze naturali ma anche per anni di guerre balcaniche.

13 aprile 2017. Maniago/Senj km 261
Si parte da Maniago nel pomeriggio, in tre ore liquidiamo il trasferimento per Senj, giusto in tempo per prendere la stanza scaricare i bagagli e scendere in paese nell'unico ristorante che dà sul mare aperto in questo periodo. Grigliata di pesce e nanna presto che domani siamo in Bosnia!.

14 aprile 2017. Senj/Jaice/Travnik k 347
Colazione in appartamento e via si parte. La strada che porta al passo sul Velebit l'abbiamo fatta ormai mille volte ma è sempre una bella vista quella che si apre sul mare e sull'isola di Veglia (Krk in croato) quando si arriva a 600 metri slm. Ci fermiamo per la foto di rito

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e poi scendiamo sul versante interno. Ieri abbiamo deciso di non fare tutto il giro intorno ai laghi di Plitvice ma sulla carta abbiamo visto una stradina che ci fa risparmiare un po' di km quindi scendiamo e dopo Melnice prendiamo in direzione nord verso Brinje. Dopo qualche km troviamo l bivio per Lipice e seguiamo questa strada che si inoltra nella campagna Croata. Passato il villaggio di Glibodol ci sono le rovine di alcune case ed un paio di tombe/lapidi datate 1992,

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la strada diventa sterrata ed è l'unico passaggio in mezzo ad un bosco nel quale perentori cartelli "NE PRILAZITE" "Stare Lontano"

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invitano a non avventurarsi fuori strada in quanto il bosco è minato!!!

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La sensazione che mi attraversa non è proprio di serenità ma tant'è, andiamo avanti e dopo una decina di km troviamo la strada asfaltata che si ricollega alla principale. Da qui lungo il perimetro nord del parco nazionale basta seguire le indicazioni ed in breve si arriva al confine con la Bosnia. Le pratiche sono abbastanza snelle, col passaporto si perde meno tempo per la registrazione del documento rispetto alla carta di identità (ovviamente ho saltato la coda di auto ferme....). Iniziano i cartelli stradali bilingue latino/cirillico

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o cirillico/latino, in base a dove ci si trova.... sì perchè la Bosnia non esiste come unica aministrazione ma ci sono la Federazione di Bosnia Erzegovjna e la Repubblica Serba di Bosnia ed Erzegovina (SRPSKA): un delirio!!! Se siete nella Federazione Bosniaca la precedenza è caratteri latini, nella repubblica srpska cirillici. Poi ci sono due parlamenti, tre presidenti, due polizie, insomma un caso unico al mondo dove governare è quasi impossibile!
Arriviamo a Bihac dove facciamo benzina, il cambio è circa 1 euro per 2 KM (marchi convertibili) il prezzo un po' meno di 1 euro al litro. Appena usciti dal paese la strada segue il fiume Una, con tutta una serie di ristorantini dai quali sale un profumo di grigliata che, complice l'orario, ci invita a fare una pausa rifocillante a Cevapj e cipolla ;-)

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Dopo pranzo ripartiamo in direzione Jaice ma a 10 km da Bihac troviamo una coda di auto ferme: un poliziotto ci spiega che la strada resterà chiusa per trenta minuti per "sminamento", stanno bonificando un'area minata che resta troppo vicina per passare in sicurezza..... altro che i nostri lavori in corso!!! Ne approfitto per dare un'occhiata alla cartina. Si riparte e la strada è veramente bella, poco traffico, guidabile, asfalto in buone condizioni. Pausa caffè (turkish) a Kljuc vicino alla moschea bianco/verde
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e finalmente arriviamo a Jaice. Facciamo tappa qui e visitiamo la fortezza che domina la vallata ed il paese

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il sito però meriterebbe una giornata di visita, lo memorizziamo per la prossima volta, ora ci aspetta Travnik. Ripartiamo ed anche se sulla mappa c'era una stradina fra le montagne che ci avrebbe fatto risparmiare una trentina di km, tre indigeni ci sconsigliano di farla perchè "no dobro" quindi restiamo sulla principale. Arriviamo a Travnik dopo 347km da Senj, devo dire per nulla faticosi. Anche qui le cicatrici della recente guerra sono evidenti

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Sono immagini che si commentano da sole....
Trovato il posto dove dormire, vicino al centro della città vecchia, e lasciata la moto a riposo, ci concediamo un giro a visitare la cittadina che un tempo ha avuto una importanza politica fondamentale per la Bosnia. Questa è anche la città natale dello scrittore Ivo Andric, autore di vari libri tra cui "il ponte sulla drina" che nel 1961 gli è valso il premio nobel per la letteratura. Cittadina molto carina, tranquilla, la giriamo dopo cena

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prima di "spiaggiarci" nel locale proprio sotto l'appartamento da dove usciamo solo per salire le scale ed infilarci a letto.
Mandi!
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psycho
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Re: Pasqua a Sarajevo

Messaggio da psycho »

Che belli i Balcani, ogni volta che vedo foto o leggo qualcosa mi vien voglia di tornarci!
Bravo Bata!
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Re: Pasqua a Sarajevo

Messaggio da 3_g »

Bello... continua... :D :D 8-)
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cristiano
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Re: Pasqua a Sarajevo

Messaggio da cristiano »

bravo! aspettiamo l'arrivo a Sarajevo!
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triplo
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Re: Pasqua a Sarajevo

Messaggio da triplo »

un viaggio-vacanza molto istruttivo. T'invidio parecchio.
Al momento, turandomi il naso, ho stretto un'alleanza politica per tornaconto personale ma appena sgarra.....:

VOTA anche tu PAM (Partito Anti Moroboschi), libera la mente, libera il forum....LIBERA L'ITALIA.

Sarai ricompensato con due euro.
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batarisTA
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Re: Pasqua a Sarajevo

Messaggio da batarisTA »

15 aprile 2017. Travnik /Sarajevo 93km
Svegliati colazionati e bagagliati, il proprietario dell'appartamento ci lascia tenere bagagli e moto al chiuso così possiamo visitare la cittadina. Interessante la moschea multicolore, Immagine
così chiamata perchè tutta decorata (esterno ed interno) con disegni e figure geometriche.
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notare l'attento studio per limitare l'impatto estetico della grondaia....

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La particolarità della costruzione è che mentre al piano di sopra c'è il luogo di culto, al piano terra c'era il bazar, ora ridotto a qualche negozietto. Proseguendo sulla via principale troviamo le tombe dei visir e, a breve distanza l'una dall'altra, un'altra moschea e la chiesa cattolica. Visitiamo la casa di Ivo Andric, ora sede del museo a lui dedicato, poi saliamo alla fortezza da cui si può ammirare un bel panorama sulla città e sul fiume.
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Presa la moto ci spostiamo al Caffè Lutvo dove pranziamo e prendiamo il "Caffè Lutvo" servito completo di fiammiferi e sigaretta!!!

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Dopo pranzo trasferimento a Sarajevo, prendiamo l'autostrada e troviamo un bel temporale che ci fa indossare le tute. Entriamo in città e anche qui sono evidenti i segni della guerra civile

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seguendo la traccia sul gps arriviamo direttamente sulla porta dell'hotel che abbiamo prenotato: posizione splendida, praticamente nel vecchio quartiere turco, a 100 metri dalla fontana simbolo della città.

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Appena parcheggiata la moto e scaricati i bagagli andiamo in giro per la città vecchia, nella zona che un tempo era la sede delle botteghe artigiane. Ora il posto è stato occupato da tutti i tipi di attività commerciali esistenti e secondo me ha perso la sua autenticità. Tra le tante attività ovviamente non mancano i ristoranti ed approfittiamo di un tavolo libero per cenare. Per il caffè ci spostiamo in una pasticceria turca dove oltre alla bevanda ci concediamo pure un dolce al sesamo e pistacchio tritato. Purtroppo il clima si è messo al peggio ed inizia di nuovo a piovere così dopo aver preso una bella rata di freddo (il giubbotto da moto è rimasto in albergo...) prendiamo pure la pioggia!
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batarisTA
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Re: Pasqua a Sarajevo

Messaggio da batarisTA »

16 aprile 2017. Sarajevo
Ci svegliamo così: io con un mal di gola pazzesco e Licia con raffreddore e probabilmente febbre, il freddo di ieri sera ha lasciato il segno. Dopo colazione scendo in farmacia per prendere qualcosa che ci aiuti a resistere per visitare la città ma sarà una giornata pesante con freddo e pioggia incessante. Ci diamo coraggio ed iniziamo a passeggiare per la città. A poca distanza tra loro visitiamo la moschea, l'antica chiesa ortodossa, la vecchia sinagoga con annesso museo ebraico e la cattedrale cattolica.

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Attigua alla cattedrale troviamo una interessante mostra multimedale che documenta mediante testimonianze video e reportage fotografici la strage di Srebrenica. Ci sarebbe materiale per trascorrere l'intera giornata ma ci aspetta una visita al tunnel detto "della speranza": scavato a mano in circa 4 mesi, a 5 metri di profondità per una lunghezza di 800 metri, collegava la città alla Bosnia libera consentendo il passaggio di tutto ciò che fosse necessario alla sopravvivenza degli abitanti assediati dai paramilitari serbi che circondavano Sarajevo.

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difficile immaginare come facessero le persone a passare trasportando sulle spalle zaini di 40kg e due borse di 20 kg ciascuna: il tunnel misura 80cm di larghezza per 150 di altezza....

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C'è anche l'improvvisato gruppo elettrogeno che dava un po' di elettricità alla città mediante un generatore azionato da un vecchio motore di automobile....

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il tunnel parte dalla cantina di una casa civile vicina all'aeroporto, i serbi durante tutto il conflitto, non sono mai riusciti a scoprirne l'esatta ubicazione.
Rientriamo nella città vecchia e vista l'ora (16.00) ci concediamo un pranzo/merenda/cena nel ristorante Aeroplan, ottimo! La pioggia non cessa e così rientriamo in albergo per riposarci visto che domani ci aspetta una bella trasferta e le previsioni non sono delle più rosee....
Mandi!
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Re: Pasqua a Sarajevo

Messaggio da batarisTA »

17 aprile 2017. Sarajevo/Visegrad 117km - Visegrad/Baska Voda 336km
Bene, fatta colazione si parte: destinazione Visegrad! Mi ha incuriosito il romanzo di Andric "Il ponte sulla Drina" che parla di 500 anni di storia succedutasi a Visegrad ed al ruolo del ponte (costruito nel 1560 circa) sul fiume Drina. Fiume storico che tutt'ora a nord di Visegrad per parecchi chilometri segna il confine con la Serbia. Il programma è vedere il ponte poi proseguire sconfinando per un tratto in Serbia e rientrare passando per Srebrenica e Tuzla, poi trovare da dormire vicino all'autostrada in direzione Zagabria. Partendo da Sarajevo appena fuori città deviamo per vedere "il ponte delle Capre", anche questo del 1500. Un paio di foto e via.

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Man mano che proseguiamo la strada sale e facciamo un passo a 1300 metri con 2 °C... il sole però spunta tra le nubi e scendendo torniamo a 8/9 gradi che sembra quasi faccia caldo. Riconosciamo il ponte di Visegrad da lontano arrivando, la sagoma è inconfondibile.

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Parcheggiamo e prima di attraversare il ponte, che è solo pedonale, ci fiondiamo in un restauran per prendere coraggio con una minestra calda ed un gulash che qui chiamano in altro modo ma a me piace lo stesso! Sfruttando il wifi diamo un'occhiata al meteo e decidiamo per un cambio di percorso: rientreremo lungo la costa perchè a Tuzla già oggi pomeriggio si prevedono 3 gradi e neve in serata!!!. Scendiamo quindi da visegrad lungo la Drina, passando per Goradze, dove ci ferma la Polizia Bosniaca chiedendoci se va tutto bene e se abbiamo freddo!!! Tutto ok rispondo ma per un attimo ho pensato che volessero fare i furbi inventando chissà quale infrazione.... Dopo Soca c'è un bivio e tenendo la sinistra entreremmo nel Montenegro. Noi seguiamo per Trebinje costeggiando a lungo il confine in uno scenario naturale veramente stupendo, ad un tiro di schioppo c'è il Parco del Durmitor, passiamo vicino alla confluenza del fiume Tara con la Drina e dopo pochi chilometri c'è la sorgente della Neretva, fiume famoso per il ponte di Mostar. La strada sale e scende tra altipiani e foreste (alcune minate...), in parchi naturali dove c'è poco traffico ma bisogna fare attenzione agli animali perchè nel tardo pomeriggio le donne ed i ragazzi fanno rientrare in stalla il bestiame ed incrociamo parecchi quadrupedi piuttosto restii a dare precedenza a destra! A Gacko scendiamo dai 1100 ai 900 metri ma restiamo in quota, sullo sfondo montagne maestose. Dopo circa 25km di altipiano decidiamo di tagliare verso est per andare a prendere l'autostrada senza scendere a Trebinje, quindi in questo vuoto cosmico prendiamo in direzione Capljina: faremo altri 70 chilometri trovando solo un paio di villaggi sperduti ed una cittadina (Stolac) dove esiste un benzinaio così posso fare un provvidenziale pieno. Da Capljina ricomincia la "civiltà" o meglio ci ritroviamo ad incrociare qualche veicolo, si stava meglio nel medioevo!!! Se ne avremo occasione torneremo nei posti che oggi abbiamo solo attraversato perchè ne siamo rimasti affascinati, paesaggisticamente è stata la parte più bella del viaggio. Proseguiamo fino a prendere l'autostrada e facciamo una tirata finchè il buio che sta calando ci consiglia di uscire e trovare da dormire. Siamo sulla costa croata qualche km a nord di Makarska e troviamo una camera dalla Signora Nina a Baska Voda. Un piatto di cevapcjci e siamo pronti per il letto.
Ultima modifica di batarisTA il 01/05/2017, 21:55, modificato 1 volta in totale.
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Re: Pasqua a Sarajevo

Messaggio da batarisTA »

18 aprile 2017. Baska Voda/Maniago 647km
Sveglia presto colazione e partiamo. Il tempo è bello

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ma dalle previsioni sappiamo già che troveremo pioggia. Saliamo in autostrada già con le antipioggia indossate nonostante il sole. Fino a Spalato tutto ok, poi si rannuvola e dopo Sebenico inizia a piovere. Continuiamo con la pioggia ed arrivati alle rampe del tunnel che passa il Velebit troviamo pure raffiche di bora che mi fanno prendere una bella strizza: personalmente trovo la guida con questo tipo di vento la condizione peggiore, le raffiche sono improvvise e molto forti così che non si riesce ad avere un riferimento per contrastarle, ci si sente in balia della natura. Sono solo una dozzina ma mi sembrano infiniti i chilometri che ci separano dall'ingresso del tunnel. Finalmente entriamo ed è come se tutte le tribolazioni dovessero finire, in realtà all'uscita troviamo pioggia raddoppiata, nebbia e soprattutto la temperatura scende da 8/9 a 4 gradi! Vabbè, tra di me mi dico"sarà solo per qualche km poi migliorerà"... Dopo 45 km quando la temperatura è ulteriormente scesa a 2 gradi e qualche fiocco di neve inizia a mescolarsi alla pioggia ci fermiamo in un parcheggio con annesso bar e stiamo un ora attaccati al termosifone con i guanti ad asciugare sulla macchina del caffè. Abbiamo fatto circa 240 km, ce ne mancano ancora 400... il ragazzo del bar però ci spiega che troveremo neve per una quindicina di km poi verso Rijeka e Trieste il tempo è meglio, mentre verso Zagabria sta nevicando da stamattina. Bene, rincuorati e riscaldati ci rimettiamo in viaggio. inutile dire che le previsioni del ragazzo risultano totalmente sbagliate: la tamperatura si manterrà stabilmente tra 2 e zero gradi e la neve ci perseguiterà fin quasi al confine di Basovizza, praticamente 300 km di inferno a parte una ventina sulla costa prima e dopo Fiume (Rijeka). Ho scattato solo una foto dal navigatore che dà l'idea delle condizioni del cupolino coperto da neve ghiacciata....

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Il resto del viaggio sarà solo una corsa per arrivare il prima possibile in una vasca da bagno fumante e togliere il freddo che è ormai entrato nelle ossa...
Considerazioni finali:
Non mi ero mai trovato a guidare in queste condizioni e devo dire che le gomme che monto sulla mia GS, le Heidenau K60 Scout, non mi hanno mai dato la sensazione di perdere aderenza. Anche nel tratto che abbiamo fatto dopo Fiume, quando finita l'autostrada ci siamo trovati nell'altipiano carsico su strada statale a zero gradi con la tormenta di neve, sono state sempre all'altezza della situazione. Da questa esperienza ho tratto inoltre un prezioso insegnamento: i guanti, una volta bagnati, sono molto più freddi. Sarebbe bastato utilizzare due borse della spesa per tenerli asciutti e penso che nei prossimi viaggi un paio di sacchetti di plastica saranno sempre nella borsa da serbatoio...

Ciao a tutti ed alla prossima!
Mandi!
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Re: Pasqua a Sarajevo

Messaggio da cristiano »

Bello! bel giro!
Peccato solo che adesso è venuto freddo pure a me e mi sognerò tutta notte la vasca fumante :-)
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