Dovete ammetterlo.
TUTTI....
Le olimpiadi invernali sono una gran bella cosa, ci piacciono.
Ci piacciono come le altre, hanno in comune le stesse cose: la soddisfazione nel vedere schiantare di fatica qualcuno, mentre tu sei comodo sul divano, la gioia nel vedere l’inno quando un azzurro vince una medaglia (e poi subito a mettere sul televideo, per vedere quante ne hanno gli usa), l’insano ma comprensibile desiderio che quell’atleta inforchi una porta alla finale della libera, o che quell’altro scivoli a faccia avanti nella marcialonga.
Naturalmente qualche differenza c’è; prendiamo, tanto per fare un esempio, il salto in alto femminile … uno può seguire con un certo interesse la prestazione sportiva, però ci si può anche distrarre un po’, (dico uno po’, eh, non troppo ….), si viaggia … come dire, con la fantasia. Mentre nel caso dei giochi invernali, se si fa eccezione per il pattinaggio artistico, la “mise” è solitamente poco incline a pensieri lussuriosi; ma ci si passa sopra…
Poi arriva il giorno che uno non aspettava. Non se lo immaginava nemmeno. Arriva la prova di Curling. E te lo chiedi, Cristo, ma chi può aver inventato questo sport…? Chi può aver deciso di chiamarlo “Sport”…? E soprattutto, chi l’ha messo nelle olimpiadi … Mah.
L'equivalente invernale delle bocce, un regalo fatto alle casalinghe veloci con la scopa ("...adesso sei una sportiva..."), qualcosa che è noioso anche da immaginare, io mi ci mettevo, nei panni di quei poveracci dei giornalisti, che pur di ottenere uno stipendio parlavono con ènfasi dell'incommentabile....
In questo caso, l’insano ma comprensibile desiderio era…che ne so, che quel macigno da 30 kg di granito cadesse sul piede dell’arbitro?
Dai, ma alla fine la maggioranza sono sport divertenti, da seguire. Vuoi mettere l’emozione di una discesa libera, con qui matti che viaggiano a 130 all’ora su lamine larghe 10 cm….? Oppure quelli negli slittini (che poi come fanno 4 “abusi edilizi con le braccia e le gambe” alti un metro e ottanta ad entrare alla bersagliera in una specie di supposta con i pattini per me resterà sempre un mistero…) o quelli del “salto con gli sci”. Non so chi di voi, come me, trova nella sua memoria il ricordo di una prova di coppa in cui un certo Jan Boklow, contrariamente a tutti gli altri che cercavano di tenere quanto più possibile gli sci paralleli durante il volo, li aprì a “V”, suscitando se non ilarità quantomeno curiosità, nei commentatori…
Quell’uomo, come del resto fece Dick Fosbury prima di lui saltando di schiena, invece che in posizione prona, e altri ancora prima di loro, si fece la migliore delle domande che un uomo possa farsi, nella vita: “ si può fare meglio di così…?”, e aprì quegli sci. Fosbury saltò al contrario, lui ritenne opportuno affrontare il suo problema con lo sguardo al cielo, Boklowinvece, decise che voleva avere maggior campo visivo, aprì la sua mente, prima degli sci. In entrambi i casi il segreto è stato “guardare da un’altra prospettiva”…
Vabbè, il curling, gli sci, lo slittino, ma poi…?
Poi c’è lo short track, una specie di pattinaggio fatto su una pista ad anello.
“Pista corta”, si chiama, talmente corta che vista la velocità che gli atleti riescono a raggiungere, tutta la prestazione si svolge di traverso, con il velocista inclinato verso l’interno pista.
Alla fine della gara un orecchio è rosso di freddo, l’altro rosso per l’abrasione sul pavimento.
Noioso come può essere noiosa una gara di Speedway, o di Nascar…
Nelle olimpiadi invernali di Salt Lake City, però, accadde qualcosa che rese la prova di short protagonista assoluta.
davvero, al tiggì serale se ne parlò parecchio, ma soprattutto (grazie alla gialappa’s Band) quella prova balzò agli onori della cronaca come nemmeno la finale di slalom maschile, avrebbe pututo fare…
Ho piacere che guardiate il video che linko qui appresso, perché è esattamente quanto commentato dalla Gialappa’s band all’epoca.
http://www.youtube.com/watch?v=HLV27Ki2MLM
Grazie a questi tre mattacchioni, Steven Bradbury divenne famoso come l’atleta più fortunato del pianeta….
Venne presentato (lo scrivo per chi non ha voglia di vedere il video) come lo sfavorito di turno, quello che non avrebbe dovuto nemmeno essere alle olimpiadi, quello senza speranza, quello…”ma che sete venuti af-fa…”, ma poi, in seguito ad una serie di cadute nelle varie prove, arrivò in finale, e –udite udite- da quarto che era all’ultima curva, evitò per un soffio una carambola collettiva che fece cadere TUTTI gli altri atleti, e vinse l’oro.
Lui, lo sfavorito di sempre, colui che nulla meritava, che sarebbe dovuto uscire alle eliminatorie, vinse l’Oro.
Ma che ingiustizia, per la miseria…. E quei poveracci che per mesi si erano sbattuti per gareggiare in quei tre minuti al cardiopalma, che si sono visti prendere la medaglia più pesante da uno sfigato incapace di competere con loro…..? Amen, alla prossima, tra quattro anni, se ce la farete ancora….
Non oso immaginare l’amarezza. Eppure nessuno commentò più di tanto, sembra che alla fine furono comunque soddisfatti.
Qui da noi, intanto, la Gialappa’s faceva il quadretto che sarebbe rimasto appeso al muro, almeno in casa mia.
Io infatti sono tra quelli che –fino a pochi giorni fa- pensando a Steven Bradbury, dicevano “Dio esiste, ma quel giorno non ha fatto giustizia, perché doveva vincere chi meritava e invece vinse un culone e nient’altro”…
Per fortuna esistono i momenti di noia, quelli in cui ti vai a vedere le cronache sportive di un tempo, i ritagli di giornale del secolo scorso, stè robe qui che non hai mai tempo di ricordare.
Qualche giorno fa mi viene in mente Bradbury. Anzi, confesso: non ricordavo come si chiamasse, ho dovuto rivedermi il filmato della Gialappa’s….
E sono andato a cercarmi la sua storia, volevo vedere se aveva avuto il coraggio di riprovarci, dopo quella grande botta di culo a Salt Lake…
Sono stato molto felice, quel giorno, di “essermi annoiato”. Se avessi avuto da fare, se avessi avuto un impegno di lavoro, se non mi fosse venuto in mente di perdere 5 minuti per una cosa totalmente inutile, non avrei avuto il piacere di scoprire che Dio, quel giorno, fece la cosa più giusta che potesse fare.
Bradbury, fino a pochi anni prima era considerato un campione di pattinaggio, aveva già vinto diversi titoli olimpici e ottenuto diversi successi nelle coppe.
5 anni prima di Sal lake city, però, durante una prova dei 1500 un italiano gli passò sulla gamba con un pattino, recidendo l’arteria femorale e causando la perdita di circa 4 litri di sangue. Sopravvissuto miracolosamente, e con 111 punti di sutura, Bradbury si riprese, si riabilitò, e cominciò ad allenarsi. Aveva perso le speranze di competere, ma voleva almeno partecipare alla sua ultima olimpiade.
Nel 2000, due anni prima di Salt Lake City, altro infortunio, frattura del collo, 6 settimane di stop con il collarino, e di nuovo riabilitazione.
E si arriva a quel 2002, a quella finale, a quell’ultima gara in cui già alla partenza, Bradbury sapeva di non poter nemmeno pensare, di qualificarsi. Sapeva che anche il solo ammetterlo, fu un regalo, visto che in prova i suoi tempi non erano proprio convincenti…
Però ci provò lo stesso.
Adesso ogni volta che rivedo il filmato della gara, -senza l’audio della Gialappa’s !!- non vedo più atleti che scivolano permettendo a quello rimasto indietro di vincere ingiustamente.
Vedo l’invisibile mano della giustizia che dall’alto “fa lo sgambetto” a tutti, per permettere a Steven Bradbury di andarsi a prendere quello che si merita.
Quel giorno Dio fu giusto.
E' più noioso il Curling o lo Short Track...?
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Robello
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"Datemi Scott a capo di una spedizione scientifica, Amundsen per un raid rapido ed efficace. ...ma se siete nelle avversità, e non intravedete via d'uscita. ..inginocchiatevi, e pregate Dio che vi mandi Shackleton. .."
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Re: E' più noioso il Curling o lo Short Track...?
Ma un riassuntino?
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Robello
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Re: E' più noioso il Curling o lo Short Track...?
Questo è il riassunto!
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Re: E' più noioso il Curling o lo Short Track...?
Bella storia .... Filì, ma quanto ti piace scrivere?
Inviato con la forza del pensiero dal treno.
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L'uomo è l'unico animale a non aver ancora capito che la vita è fatta per godersela.
http://www.motovagando.it
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Robello
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Re: E' più noioso il Curling o lo Short Track...?
Poco, nonno, ero nemico della penna. Poi con l'avvento della tecnologia mi sono trovato nemico della tastiera.
Ma -come accade anche nella vita- in alcuni nemici si riscontrano dapprima qualità, poi si scoprono piacevoli sorprese, e alla fine si finisce per non considerare più "nemica" una cosa che semplicemente non faceva parte di te.
Il mio problema nello scrivere è che penso 30 secondi avanti a quello che scrivo, perciò spesso corro, corro corro, e mi perdo i pezzi, devo tornare indietro a ricontrollare quello che ho scritto, nel frattempo cambio punto di vista, e magari finisco in un modo diverso da come avevo pensato all'inizio.
Toh, anche questo, sesso, accade nella vita....!!
Ma -come accade anche nella vita- in alcuni nemici si riscontrano dapprima qualità, poi si scoprono piacevoli sorprese, e alla fine si finisce per non considerare più "nemica" una cosa che semplicemente non faceva parte di te.
Il mio problema nello scrivere è che penso 30 secondi avanti a quello che scrivo, perciò spesso corro, corro corro, e mi perdo i pezzi, devo tornare indietro a ricontrollare quello che ho scritto, nel frattempo cambio punto di vista, e magari finisco in un modo diverso da come avevo pensato all'inizio.
Toh, anche questo, sesso, accade nella vita....!!
"Datemi Scott a capo di una spedizione scientifica, Amundsen per un raid rapido ed efficace. ...ma se siete nelle avversità, e non intravedete via d'uscita. ..inginocchiatevi, e pregate Dio che vi mandi Shackleton. .."