E' il titolo dell'ultimo libro di Paolo Rumiz. Lo sto leggendo e lo consiglio a chi vuole approfondire alcuni argomenti di cui non c'è traccia sui libri di storia che ci fanno studiare a scuola. Si parla sempre della prima guerra mondiale ma, e qui sta la differenza, di quei soldati che hanno combattuto con "la divisa sbagliata". Interessante. Ci fa capire come mai quando siamo in gita in trentino può capitare di leggere una lapide ai caduti dove la data non è "15/18" ma "14/18".... Rumiz parte in viaggio alla ricerca dei luoghi dove ha combattuto suo nonno, insieme a migliaia di triestini, trentini, goriziani, che nel '14 sono partiti con le tradotte verso la Galizia (non quella spagnola). Interessanti gli accostamenti con la nostra realtà, il concetto di guerra iniziata nel '14 che ancora deve finire.... alcuni passaggi:
...."Scopro che nel luglio del '14 il Kaiser di Germania è ancora al mare in vacanza, dimentica persino di avvertire il capo dello stato maggiore che c'è tensione con la russia. A Mosca lo zar annuncia la mobilitazione generale, ma così, solo per mostrare i muscoli. L'Inghilterra governa tranquilla la borsa di Londra e le rotte degli oceani e in Francia, a pochi giorni dal disastro, nel cuore di un'estate che pare la più sfolgorante di sempre, i giornali hanno in copertina fatti di cronaca nera o previsioni otiimistiche sul raccolto. Norman Angel pontifica che la guerra è impossibile perchè troppo forte è l'interdipendenza economica delle nazioni, e il suo libro tranquillizzante vende milioni di copie.
Quando capisci com'è andata davvero, non puoi più sopportare che non si sappia, che non si scriva a lettere di fuoco, che non si proclami ai quattro venti e in ogni libro di scuola dell'Unione Europea che tutto è scoppiato per caso, che la guerra era perfettamente evitabile, e che l'Europa si è suicidata così, sbadatamente, nel suo momento di massimo fulgore. Ti diventa inconcepibile che in premessa a ogni discorso sul primo conflitto mondiale non si dica chiaro e tondo che nessuno se l'aspettava, che la gente è caduta dalle nuvole, e che tutto è stato sottovalutato"...
Ovviamente si parla del 1914, non del '15 quando anche l'Italia, scelleratamente, è entrata nel mattatoio. Se avete voglia di approfondire un po' la conoscenza di queste terre di confine, di capire il perchè il "friuli" e la "venezia giulia" siano così distanti tra loro, questo è un ottimo libro.
Come cavalli che dormono in piedi...
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Re: Come cavalli che dormono in piedi...
Grazie della segnalazione, provvedo.
Al momento, turandomi il naso, ho stretto un'alleanza politica per tornaconto personale ma appena sgarra.....:
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