07-09-19
Giornata piena dedicata a Bogotà: che cavoli mica sempre si deve stare in sella. Dato che il tempo tiene decido di impiegare la mattinata per andare al santuario di El Senor Caido (Cristo Caduto) , che si trova in cima al monte Monserrate. Bisogna arrivare a 3.152 mt , partendo da circa 2600. Dal mio ostello (vicinissimo all’inizio della gradinata) sono circa 3,5 km. La costruzione della prima cappella risale al 1640 e la principale attrazione è la statua del Senor Caido, risalente al 1656. Lo scultore Pedro de Lugo la realizzò con pezzi di legno e ferro, usando capelli umani e vere ciglia per gli occhi.
Non ho scattato la foto dentro alla chiesa e quindi vi lascio questa presa dalla rete
La partenza è vicinissima al mio ostello: nella piazza di fronte si stanno radunando tutti i gruppi di Free Walking
La scalinata viene fatta in tutti i modi possibili: chi va piano e si ferma(come me) col cane, di corsa, all’indietro ecc…
Arrivato
La vista di Bogotà, davvero merita la scarpinata
Per l’ora di pranzo sono tornato giù
Ora spendo un poco di righe e foto (anche filmato) sull’Ostello Colibrì. Si tratta di un posto perfettamente in sintonia con la città. Diciamo che per la Street Photograpy (
https://it.wikipedia.org/wiki/Street_photography) cioè quelle foto che riprendono i soggetti in situazioni reali e spontanee in luoghi pubblici, Bogotà è un piccolo paradiso. L’ostello Colibrì è un’angolo di questo paradiso.
L’ingresso è un corridoio tutto dipinto con murales
https://www.youtube.com/watch?v=VMYz6_UQ9w4
Ho anche incontrato 2 artisti che stavano lavorando a un dipinto
Gentilissima la direzione che mi ha concesso di lasciare la moto proprio fuori dell’ingresso dell’ostello: oltre al custode sull’esterno ci sono le telecamere a circuito chiuso
L’ostello ,all’interno, non è da meno del corridoio d’ingresso
Un riso veloce e sono pronto per il mio pomeriggio di walking tour
Avendo poche ore rimango sul classico tour della Candelaria
Incamminandomi verso la Plaza Bolivar mi fermo al museo dedicato a Fernando Botero, pittore ,scultore e disegnatore colombiano
Plaza Bolivar è vicinissima al museo
Graditissima sorpresa: concerto per organo. Questo strumento risale al 1890 e nel 2016 è stato restaurato con una spesa superiore ai 600.000 euro.
Perdonate la qualità dell’audio..magari anche del video
https://www.youtube.com/watch?v=g8vP3x_7YAA
Un poco oltre la metà pomeriggio posso iniziare il mio personale Tour dei Graffiti di Bogotà: i più famosi e fotografati li trovate partendo da Plazoleta Chorro de Quevedo.
La piazzetta è caratterizzata da una fontana dove si dice che nel 1538 Gonzal Jmenez si fermò per abbeverare i cavalli e decise di fondare la città di Bogotà. L’atmosfera diciamo un poco bohemien è confermata dalla presenza di bar caratteristici e artisti di strada.
https://youtu.be/Qx7-eqOvqR4
Qui sono un poco fuori dai percorsi classici dei graffiti più famosi (neanche 1 km)
Ho chiesto se potevo scattargli una foto: mi hanno risposto di si, ma solo se mi mettevo in mezzo a loro
Qui sono ritornato nella zona della piazzetta
Questo è probabilmente uno dei più famosi
A pochi km (meno di 5 km) si trova un’altra zona interessante per i murales: la Carrera 26. Io non ci sono stato perché ormai ero fuori dalla mattina, ma anche qui potrete trovare degli scatti interessanti…lasciate perdere tutti gli avvisi di fare attenzione ai “pericoli” di Bogotà, rapine e quant’altro. Il web ha ingigantito la possibilità di mostrarsi come degli intrepidi Indiana Jones, quindi normali cautele: perché se siete al mare in Italia, quando andate a fare il bagno lasciate il portafoglio dall’ombrellone ?
Questo (preso da internet) uno dei murales più celebri della Carrera 26
Come vi dicevo sono rientrato in ostello per poter pianificare la serata: del resto è sabato. Il web mi viene in aiuto. Di solito digito il connubio Nome della Città + Punk e vedo cosa salta fuori. Per Bogotà pochino: alla fine l’unica scelta possibile è il Bar Asilo. Chiedo in ostello se sanno qualcosa di questo posto, ma non lo conoscono. Mi dice però che se esco, magari di evitare di andare verso il barrio El Chapinero: infatti il Bar Asilo è proprio nella parte sud.
Ceno prima di uscire: devo pur finire il formaggio comprato 3 giorni prima
Sono fortunato, stasera al Bar Asilo c’è un evento speciale con un DJ Set di Reggae-Punk: biglietto d’ingresso 10.000 COP = 2,64 €
Vendono anche la birra artigianale: mi faccio consigliare e prendo la Datura
https://www.youtube.com/watch?v=_jDFpdFWhtg
I DJ suonano dei vinili e talvolta capita che “saltino”. Improvvisamente un tuffo al cuore: mi rendo conto di quanto sono vecchio ! La pista si scatena e anche dai tavolini si alzano per ballare
https://www.youtube.com/watch?v=fG8UuZ0NZGY
già la serata è Reggae + Punk: California Uber Alles dei Dead Kennedys, canta Jello Biafra. I ragazzi evidentemente la conoscono, ma temo di essere l’unico del locale che nel 1979 comprò l’album. Era troppo presto anche per i DJ di stasera: sono sulla quarantina. Controllo i battiti del polso e insomma capisco che non dovrei rischiare lo “schioppone”.
Poi arriva in sequela tutta un’altra serie di mazzate . Vado a caso
Cock Sparrier: “I’ve Got Your Number”
https://www.youtube.com/watch?v=viEXlNMvwtc
Sham 69 : “If The Kids Are United”
https://www.youtube.com/watch?v=dPkt-JS_jDA
Stiff Little Fingers :”Alternative Ulster” album che scardinò per primo il Sistema delle major discografiche: ai tempi fu l’equivalente di Napster
https://www.youtube.com/watch?v=i0amnDYGHfE
Clash : “London Calling”
https://www.youtube.com/watch?v=bqUxD97J6J4
Alla fine esco che sono le 2.30. Mentre rientro vedo un murales
Poi noto una fila di taxi in una laterale: andiamo a vedere. La fila è decisamente lunga, col traffico a passo d’uomo: sarà una zona di locali. Ad un’incrocio mi fermo per fare il punto della situazione: deve essere uno dei punti top della città. Il traffico è praticamente bloccato, pieno zeppo di taxi gialli.
Una fila di ragazze in mini mini gonna mi lascia pochi dubbi. Chiedo ad un negoziante che zona sia: sono alla Calle 23, incrocio con la Carrera 16. Una zona di “Tolerancia”. La prostituzione è illegale in Colombia, ma nelle zone di “Tolerancia” si chiude un’occhio. Ci sono anche i poliziotti ( e parcheggio la moto proprio da loro) : sorvegliano che non sorgano problemi, ma le varie attività legate alle zone a luci rosse si svolgono senza intoppi. Poco distante infatti stanno giocando a dadi. Sono in quattro giocatori: ognuno lancia e il numero più alto vince. In caso di parità si mette nuovamente la puntata e si tira per vincere il piatto accumulato
