Leggere è importante
Inviato: 28/03/2020, 18:04
28 Marzo, 2020 - Forse
Non per essere ironico o alternativo ma effettivamente non ricordo che giorno sia. Non ho il telefono vicino e non ho voglia di alzarmi, né di cercare il telefono né di guardare il calendario. C’è un’altra opzione: il datario dell’orologio da polso.
Ops! Dimenticavo, l’orologio è un vecchio orologio automatico degli anni ’50. Ha sì il datario ma è talmente piccolo che non riesco a leggere che giorno sia – ammesso che sia aggiornato – nemmeno con gli occhiali da cacca. Che cosa sono gli occhiali da cacca?
Non so se esserne fiero o meno ma io sono un ragazzo (non anagraficamente parlando) all’antica. Quando vado in bagno non porto mai strumenti elettronici. Niente smart phone o tablet; niente ebook reader o lettori MP3. In bagno ho ancora la radio FM a transistor che quando ci passo davanti perde la frequenza e comincia a friggere. Quando c’è cattivo tempo non prende nemmeno Radio Maria; non è vero, quella si prende anche con la radio spenta. Quando vado in bagno, io leggo cose di carta. Riviste di mototurismo tipo Roadbook (niente pubblicità, ci tengo a dire che pago regolarmente l’abbonamento annuale) oppure la sempre classica Settimana Enigmistica. Ogni tanto compro la variante Mensile dove ci sono più schemi, e siccome faccio tanta cacca, mi dura per più giorni.
Alla soglia dei 50 anni mi sono reso conto che le braccia si sono accorciate – dicono che capiti a molti – e non riesco più a leggere le cose scritte piccole. Con grande sorpresa ho scoperto che è possibile acquistare dei presidi medici, ai più noti come occhiali che, praticamente, è come se facessero allungare le braccia quando si fa la cacca. Allora li ho comperati. Chiedere a Giovanna e a Maria Luisa: - Avete visto dove ho messo quei presidi medici detti occhiali che fanno allungare le braccia quando si fa la cacca? È un po’ troppo complicato, quindi ho deciso di battezzarli “Occhiali da Cacca”.
Ecco, nemmeno con gli occhiali da cacca riesco a leggere il datario dell’orologio. Ma so che è sabato; un sabato di quarantena intorno al 28/30 Marzo. Ma adesso è quasi ora di pranzo e devo andare a cucinare. Ecco, questa è una cosa che non è cambiata per niente rispetto a prima, prima del virus. Anche se adesso Maria Luisa è sempre pronta e disposta a mettersi davanti ai fornelli, e devo ammettere con buoni risultati, cucinare è un compito che preferisco assolvere personalmente. Cucinare mi piace e non è un segreto. Notare che le donne di casa apprezzano molto - ….tacci loro quanto magnano! – quello che cucino è un ottimo carburante per il mio represso narcisismo. Adesso quindi mollo carta e penna, mi tolgo gli occhiali da cacca e vado a cucinare. Ammesso che riesca a trovare gli occhiali da soffritto.
Non per essere ironico o alternativo ma effettivamente non ricordo che giorno sia. Non ho il telefono vicino e non ho voglia di alzarmi, né di cercare il telefono né di guardare il calendario. C’è un’altra opzione: il datario dell’orologio da polso.
Ops! Dimenticavo, l’orologio è un vecchio orologio automatico degli anni ’50. Ha sì il datario ma è talmente piccolo che non riesco a leggere che giorno sia – ammesso che sia aggiornato – nemmeno con gli occhiali da cacca. Che cosa sono gli occhiali da cacca?
Non so se esserne fiero o meno ma io sono un ragazzo (non anagraficamente parlando) all’antica. Quando vado in bagno non porto mai strumenti elettronici. Niente smart phone o tablet; niente ebook reader o lettori MP3. In bagno ho ancora la radio FM a transistor che quando ci passo davanti perde la frequenza e comincia a friggere. Quando c’è cattivo tempo non prende nemmeno Radio Maria; non è vero, quella si prende anche con la radio spenta. Quando vado in bagno, io leggo cose di carta. Riviste di mototurismo tipo Roadbook (niente pubblicità, ci tengo a dire che pago regolarmente l’abbonamento annuale) oppure la sempre classica Settimana Enigmistica. Ogni tanto compro la variante Mensile dove ci sono più schemi, e siccome faccio tanta cacca, mi dura per più giorni.
Alla soglia dei 50 anni mi sono reso conto che le braccia si sono accorciate – dicono che capiti a molti – e non riesco più a leggere le cose scritte piccole. Con grande sorpresa ho scoperto che è possibile acquistare dei presidi medici, ai più noti come occhiali che, praticamente, è come se facessero allungare le braccia quando si fa la cacca. Allora li ho comperati. Chiedere a Giovanna e a Maria Luisa: - Avete visto dove ho messo quei presidi medici detti occhiali che fanno allungare le braccia quando si fa la cacca? È un po’ troppo complicato, quindi ho deciso di battezzarli “Occhiali da Cacca”.
Ecco, nemmeno con gli occhiali da cacca riesco a leggere il datario dell’orologio. Ma so che è sabato; un sabato di quarantena intorno al 28/30 Marzo. Ma adesso è quasi ora di pranzo e devo andare a cucinare. Ecco, questa è una cosa che non è cambiata per niente rispetto a prima, prima del virus. Anche se adesso Maria Luisa è sempre pronta e disposta a mettersi davanti ai fornelli, e devo ammettere con buoni risultati, cucinare è un compito che preferisco assolvere personalmente. Cucinare mi piace e non è un segreto. Notare che le donne di casa apprezzano molto - ….tacci loro quanto magnano! – quello che cucino è un ottimo carburante per il mio represso narcisismo. Adesso quindi mollo carta e penna, mi tolgo gli occhiali da cacca e vado a cucinare. Ammesso che riesca a trovare gli occhiali da soffritto.