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Lanzarote e Fuerteventura: l'incontro con due divinità

Inviato: 10/04/2016, 11:36
da Goldrake
Capitolo I: impossibile perdersi


Due isole brulle dove vento e vulcani disegnano paesaggi surreali ed alieni. Più selvaggia l’una, più turistica l’altra.

Se tutto questo è vero, questo non è tutto.

Il 19 marzo con Nina partiamo da Roma alla volta di Lanzarote, isola che prende il nome dal navigatore italiano Lanzarotto Malocello, piccola curiosità. Usciti dall’aeroporto ci aspetta una BMW F650GS monocilindrica consegnataci dalla Blue Speed, sbrighiamo velocemente tutte le pratiche, carichiamo la moto e si parte alla volta di Yaiza.

Lanzarote ci accoglie con un tramonto dai colori indescrivibili! Purtroppo l’oscurità del crepuscolo non ci permette di vedere molto di più, ma una cosa salta all’occhio: le strade. Sembrano asfaltate dalla stessa ditta che si occupa del Mugello! L’asfalto è praticamente perfetto!

Senza cartine, né gps, né altro in 10 minuti, senza sbagliare una via, arriviamo al B&B che avevamo prenotato a Yaiza! Ok, capito, su queste isole non ti perdi neanche a farlo apposta...
Chiediamo ai proprietari del B&B dove è possibile mangiare e loro:
“A 200 metri da qui c’è il miglior ristorante della città!”

200 metri? Ma li facciamo a piedi!
Dopo 400 metri imbocchiamo una strada che sembra uscita da Silent Hill! Dopo altre centinatia di metri notiamo che ci stiamo dirigendo fuori dal paese, ma dove cavolo stiamo andando?
Noi procediamo, sempre meno fiduciosi, stiamo uscendo dal paese, arriviamo all’ultima luce prima del buio della notte, l’ultima costruzione prima del nulla, è il ristorante!
Ci fanno accomodare e chiediamo il piatto tipico, ci portano uno spezzatino di carne di capra marinata e fritta. Non ci crederete, ma era veramente buono!

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Con l’energia dataci dalla capra il giorno dopo decidiamo di girare un po’ il sud dell’isola, da Yaiza percorriamo La Geria, cioè la zona dei vini di Lanzarote. Qui tocchiamo con mano quello che l’uomo può inventare pur di bersi del buon vino!

La terra nera ed i vulcani creano una cornice unica dove si affacciano timidamente le foglie di vite.

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Torniamo verso sud, seguiamo il percorso della lava fino all’oceano. Percorriamo la strada verso El Golfo, poi arriviamo a Los Hervideros, un grosso parcheggio pieno di gente. Non capiamo il motivo ma tutti sono entusiasti, noi non vediamo nulla. Scendiamo dalla moto e prendiamo il sentiero, sopraelevato rispetto al parcheggio, e lì rimaniamo attoniti!

Lanzarote finalmente si mostra in tutti i suoi colori: il blu del cielo, il rosso dei vulcani, il nero delle rocce e l’azzurro del mare, che cozzano con il giallo fluo di un ciclista aspirante suicida…
Lo spettacolo è comunque mozzafiato!

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Continuiamo a seguire la costa per qualche altro chilometro, per poi virare verso Playa Blanca, da dove prendere il traghetto per Fuerte!

Arriviamo facilmente al porto, parcheggiamo ed iniziamo a chiedere alle varie biglietterie, la prima ci risponde: “provate a sentire quello…”
La seconda: “andate all’altro più su…”
La terza: “noi oggi non partiamo, provate l’altro…”
Finché il quarto: “vedete il gabbiotto blu e bianco vicino alla banchina, loro partiranno a breve!”
Perfetto, ci dirigiamo da loro e chiediamo quando sono previste le corse, ci indicano un cartello che riporta gli orari 10-12-14-16-18, guardo l’orologio e sono le 14.55, abbiamo un’oretta… La signorina ci guarda e ci fa capire che la prossima partenza è tra 5 minuti, come 5 minuti? Ma che dice? Poi realizzo… No! Orario italiano…..
Nina prende i documenti per i biglietti mentre io corro a prendere la moto, mi fiondo contromano sulla banchina fermandomi di fronte alla biglietteria per fornire la targa. Intanto vedo che sulla nave stanno armeggiando con corde e catene, se la signorina non si sbriga mi tocca salire sulla nave a mo’ del Generale Lee di Hazzard. Il ticchettare frenetico sulla tastiera mi suggerisce che la signorina sta dando il meglio di sé, poi Nina si gira, mi fa segno “Ok”, non ci penso un secondo, mollo la frizione, una manciata di gas e sono sulla nave!
Ci sediamo sulle poltroncine della nave convinti che avremo avuto un po’ di relax, ma siamo appena partiti e già vediamo, attraverso i vetri coperti da spruzzi d’acqua, Fuerteventura avvicinarsi…


Sbarchiamo e diamo un’occhiata alla mappa, ci sono due strade per scendere: una costiera e l’altra che taglia l’isola, naturalmente scegliamo quest’ultima!
L’asfalto non ha nulla da invidiare all’isola vicina. Dopo qualche chilometro di percorrenza tranquilla attraversiamo la cittadina di La Oliva, dove è ubicata la Casa del los Coroneles. Un edificio del 17° secolo costruito con il tipico stile dell’isola nonché sede del potere dell’epoca. Lì ci facciamo delle foto con gli autoctoni che risultano molto amichevoli e più fotogenici di me…

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Educatamente ci congediamo dagli indigeni e continuiamo la nostra discesa. D’un tratto scorgo in lontananza dei minacciosi giganti con braccia rotanti. Memore di gloriose imprese compiute da un cavaliere anni fa, senza alcun timore mi lancio all’attacco spronando il mio fido Ronzinante!

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Il combattimento infuria, ci metto tutto me stesso per sconfiggere il mostro. Alla fine la battaglia volge al peggio, per me, quindi, in groppa al mio fido destriero decidiamo di giungere mestamente a Tiscamanita che sarà la base dei nostri spostamenti dei prossimi giorni.

Re: Lanzarote e Fuerteventura: l'incontro con due divinità

Inviato: 10/04/2016, 20:49
da Peggio
Che bello leggere finalmente un post che parla di qualcosa di interessante. Grazie

Re: RE: Re: Lanzarote e Fuerteventura: l'incontro con due divinità

Inviato: 10/04/2016, 20:56
da Goldrake
Peggio ha scritto:Che bello leggere finalmente un post che parla di qualcosa di interessante. Grazie
Grazie a te per il complimento!
A presto il prossimo capitolo!

Re: Lanzarote e Fuerteventura: l'incontro con due divinità

Inviato: 11/04/2016, 6:42
da triplo
Peggio ha scritto:Che bello leggere finalmente un post che parla di qualcosa di interessante. Grazie

Infatti. Era ora che qualcuno rimettesse le chiappe su una moto.

Re: Lanzarote e Fuerteventura: l'incontro con due divinità

Inviato: 11/04/2016, 7:11
da Robello
Magari uno ce le mette le chiappe ma ha rinunciato all'idea di condividere. Oppure ha capito che andare in moto conta solo se si valicano i confini dell'Italia!
Bel giro comunque

Re: Lanzarote e Fuerteventura: l'incontro con due divinità

Inviato: 11/04/2016, 8:45
da Nonno Peppe
Dai che posti belli ce ne sono anche in Italia ...

Bei posti, bel giro, bel report .....


-11 ;) 8-)

Re: Lanzarote e Fuerteventura: l'incontro con due divinità

Inviato: 12/04/2016, 14:57
da Goldrake
Capitolo II: Fuerteventura, isla ventosa

Il mattino seguente, di prima mattina, sento una forte pioggia ticchettare sul tetto e sulle finestre, meglio soprassedere sui miei pensieri… Dopo un po’ mi alzo, apro la finestra per controllare il tempo e niente! Cielo sereno e tutto asciutto. Ottimo! Lasciamo i bagagli al B&B e, a moto scarica, continuiamo la discesa verso sud.

Lungo la strada vedo un sentiero sterrato, non ci penso un secondo, già lo sto percorrendo! La strada inizia a salire con conseguente cambio del fondo Nina, prudentemente, scende e mi fa proseguire solo.
I sassi iniziano a diventare più grossi, il posteriore si move a destra e sinistra, mentre l’anteriore lancia pietre contro il paramotore. Continuo a dare gas per salire, finalmente giungo sulla cima, il fondo si compatta, così mi rilasso e mi godo il panorama. Mozzafiato!

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Scendiamo ancora un po’ lungo la sterrata per poi riprendere l’asfalto, percorriamo la strada che arriva alla costa, il panorama è caratterizzato da spiagge bianche e surfisti, che su quest’isola sono una costante.

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Questa parte dell’isola è la più turistica e anonima, condomini a gradoni, viali di palme, catene di negozi di abbigliamento… praticamente Morro Jable potrebbe essere una qualsiasi città tra Beirut e Miami!

Usciamo dalla città, negli specchietti ancora vedo le mega-navi da crociera ormeggiate nel porto, davanti a me il nulla! La strada diventa quasi subito sterrata, il vento inizia a soffiare forte, ma noi continuiamo!
Anche se sterrata c’è un discreto via vai di auto, tutte rigorosamente a noleggio! Il 90% delle auto che abbiamo incontrato erano a nolo! Un bel business!

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Dopo 17 km di sterrata, fortunatamente tenuta meglio di parecchie strade nostrane, arriviamo all’estremo sud dell’isola, qui, sotto il faro, ci sediamo a goderci il sole che si specchia nell’oceano.

Ci fermiamo al bar del paese vicino per una birretta e per ripararci un po’ dal costante vento, il locale sembra uscito da un libro di Hemingway, mi aspetto che a momenti esca fuori un disgraziato pescatore di marlin! Ci sediamo nella veranda che trema tutta per le forti raffiche che dall’oceano investono l’isola.

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Ripartiamo che è già tardo pomeriggio, il ritorno è stremante… Per ogni singolo centimetro di strada il forte vento mi sballotta la moto a destra e sinistra, cerco di raggomitolarmi un po’, ma cambia poco, Eolo qui è troppo forte.
Decidiamo di non fare tutta una tirata, ci fermiamo quindi in un ristorantino sulla via del ritorno.

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Il mattino seguente ritrovo lo stesso vento forte che mi ha stremato il giorno prima. Maledizione!
Stavolta vogliamo visitare l’interno e l’altra costa dell’isola, iniziamo da Aguas Verdes.

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Continuiamo verso l’interno dell’isola dove la strada corre lungo le punte più alte di Fuerteventura.
Sul Mirador Velosa scatto una panoramica completa dell’isola! Purtroppo non riesco a godermi troppo il paesaggio, il vento è talmente forte che si fatica a stare in piedi!
Qui mi si avvicina un turista francese che mi fa con tono, simpatico e beffardo: “fa freddo in moto?”
Io, tutto bardato da moto con giacca, guanti, scaldacollo e sottocasco lo guardo nei suoi pantaloncini, con le infradito e la magliettina che cerca come può di non dare a vedere che soffre il vento freddo, vicino a lui alcune ragazze che cercano riparo in macchina… Gli sorrido, non c’è neanche da rispondergli…

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La strada è piena di punti panoramici dove gli scoiattoli elemosinano un po’ di briciole dai turisti, mentre i falchi controllano il tutto dall’alto. Tutto d’un tratto i roditori spariscono e i falchi si allontanano, un’ombra nera si staglia sul terreno. È arrivato il signore di queste alture, intelligente, forte e nero come la pece: il corvo. Ci plana ad un metro, pare non interessarsi minimamente degli umani nelle vicinanze, dopotutto siamo noi gli ospiti, lui è il padrone.

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Proviamo a farci un po’ di mare, ma il vento ci lancia addosso la sabbia violentemente. Dopo essermi smerigliato entrambi i lati torniamo al B&B, in fondo si è fatto tardi.

Re: Lanzarote e Fuerteventura: l'incontro con due divinità

Inviato: 13/04/2016, 18:29
da Peggio
Continua così.
Bel viaggio, stavo giusto progettando in questi giorni di andarci in gennaio, ma in bicicletta.

Re: Lanzarote e Fuerteventura: l'incontro con due divinità

Inviato: 13/04/2016, 19:08
da Goldrake
Peggio ha scritto:Continua così.
Bel viaggio, stavo giusto progettando in questi giorni di andarci in gennaio, ma in bicicletta.
Grazie Peggio, scusate se mi dilungo ma c'è parecchio da raccontare!


Lanzarote è piena piena piena piena di ciclisti! Ce ne sono a bizzeffe! Tutte da strada naturalmente...

Se ci vai ti troverai benissimo! Ci sono molti che ti noleggiano la bici, nel caso tu non la volessi portare!

Re: Lanzarote e Fuerteventura: l'incontro con due divinità

Inviato: 14/04/2016, 11:09
da Peggio
Eh certo, ma secondo te mi son comprato la bicicletta da viaggio e poi la lascio a casa? :D
Intanto a luglio mi ci faccio il giro del Carso sloveno da Trieste, 7 giorni.