Milano e le sue palme: Si vede che Milano è una città bene organizzata dove le cose funzionano se c'è gente che spreca energia e fiato - non certo materia grigia - per contestare le piante. L'africanizzazione, la sabbia e i cammelli per fare sentire a casa i clandestini.... In una città dove tolti Pugliesi, Campani, Calabresi e Siciliani resta solo quel cretino cretino che invece di stare all'Europarlamento a lavorare, perde tempo in giro. Che poi non sono nemmeno sicuro sia residente a Milano. Forse non l'ha capito nessuno che Starbucks ha pagato la piantumazione di quegli alberi per fare sentire più a loro agio i Milanesi di cui sopra, veri abitanti e motore di questa bellissima città.
L'ippodromo di Tor di Valle: In disuso da decenni è ormai diventato la discarica abusiva di Roma sud. Ai bordi della strada che porta all'ippodromo è possibile trovare ogni ben di Dio. Si pensa che la congiura dei Frigoriferi di cui è stata vittima la Sindaca di Roma sia partita proprio da lì. Ancora oggi ci stanno centinaia di "Frighi" sul bordo della strada pronti per invadere i quartieri di Roma ad un cenno dei gomplottisti. Ai "Frighi" vanno poi aggiunti i cassoni e l'ondulina in Eternit, calcinacci, materassi e mobili di ogni genere e qualche altro vecchio elettrodomestico. Ma a parte questi complementi di arredo che appartengono ormai alla storia della città e che comunque si trovano fuori dal perimetro dell'ippodromo, vale la pena ricordare che tutta la costruzione è ormai decrepita, per quanto di "interesse" culturale è farcita di amianto - dal momento che in quegli anni si costruiva così - e quindi inutilizzabile se nono dopo costosissime bonifiche. La domanda che rimbalza nelle mie vuote meningi è però un'altra. Dopo che è stato posto il vincolo si quella struttura, che cosa se ne farà mai in futuro? Un nuovo ippodromo per rilanciare l'economia equina? Un parco giochi tematico per raccogliere fondi per il mesotelioma pleurico?
Anche se fosse di vero interesse culturale e artistico, cosa di cui dubito fortemente, dobbiamo decidere che cosa è di vero interesse culturale per Roma e cosa può essere sacrificato. Ogni metro quadrato di Roma nasconde una villa romana, un rudere, terme, strade lastricate e altre meraviglie storiche. Adesso va fatta una scelta strategica. Si continua in questa direzione e si paralizza una città come Roma dove sì ci sono più di 6000 ettari di verde ma solo 2 linee di metropolitana. O si occupa la Libia (vi piacerebbe, brutti "fascistoni"