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Re: Un sogno: la via della seta

Inviato: 03/11/2015, 9:29
da psycho
D'accordissimo con Triplo, saltare lran sarebbe un peccato..............anche se da solo varrebbe un viaggio!

Per un mono mi butterei sui classici xt, klr, (xr secondo me è la moto totale ma se si deve fare solo asfalto o poco off non ne vale la pena).

Re: Un sogno: la via della seta

Inviato: 03/11/2015, 9:39
da Peggio
E chi ha mai parlato di Russia? Io intendo il percorso Turchia-Armenia-Azerbaidjan-(mar caspio)-Turkmenistan-Uzbekistan.

L'Iran sarebbe un viaggio a parte che da solo merita più tempo che un passaggio, e che a quel punto merita il costo del CdP.

Re: Un sogno: la via della seta

Inviato: 03/11/2015, 10:56
da triplo
Soluzione interessante.

Però siccome si parlava della via della seta, immaginavo si volesse passare lungo uno dei tragitti classici...

Re: Un sogno: la via della seta

Inviato: 03/11/2015, 11:12
da Goldrake
Peggio ha scritto:Goldrake
Sì vorrei andare a Samarcanda, tra due anni circa.
Escludo un'impresa tipo 10000 km in un mese tutti di corsa, perchè non mi interessa dire di essere arrivato da Finisterre alla Kamchatka ma non aver visto nulla in mezzo.
Quindi vorrei semplicemente farmi un bel viaggio, in tempi umani. Penso che eviterei l'Iran perchè non posso permettermi il CdP. La moto? Qualsiasi giapponese, forse v-strom 650 xt usata, un tdm 900. ...vedrò.
Peggio, te hai ragione, infatti ragionandoci su un mese è poco... Ho scritto quel post di getto, così senza pensarci e senza pianificare, anche perché nel prossimo futuro non credo di poter fare un viaggio del genere...
Ora non so che strade intendi fare, ma non sono un po' troppo stradali? Soprattutto il TDM?

Re: Un sogno: la via della seta

Inviato: 03/11/2015, 11:17
da Peggio
Mah, non mi sono posto il problema delle strade, mi interessa vedere dei bei posti e fare un bel viaggio. Dalla direttrice di massima sicuramente ci saranno deviazioni per visitare posti che mi incuriosiscono, ad es. Il Khevsureti che sicuramente sarà sterrato o malmesso come accessi...
In prima istanza v-strom, ma per esperienza a meno che uno non debba fare dune o mulattiere, si fa tutto con qualsiasi moto che davanti abbia più di una 17"...il resto è marketing

Re: Un sogno: la via della seta

Inviato: 03/11/2015, 11:45
da triplo
Io comunque andrei SEMPRE con una moto con ruote a raggi sempre in un'ottica di riparabilità....ma vabbe'...

Re: Un sogno: la via della seta

Inviato: 03/11/2015, 12:16
da triplo
Questione mezzo:


La scelta tra mono, bi, tri, quadri, penta o esa e la conseguente cubatura coinvolge una infinità di fattori, per lo più di natura individuale. Qui ognuno dovrebbe parlare esclusivamente e giustamente per la propria esperienza quindi io riporto la mia che si limita ad un monocilindrico (Suzuki DR600 RK – 1989) e ad un bicilindrico (Africa Twin RD07A -1998); con entrambi modelli ho effettuato alcuni viaggi/vacanze e la bilancia pende inesorabilmente a favore del bicilindrico (nel raffronto fatto esclusivamente tra i due modelli di moto avuti….che sia chiaro, mi raccomando!) in:

- comodità generale (anche per eventuale passeggero)
- abbattimento delle vibrazioni
- protezione aerodinamica (da non sottovalutare assolutamente)
- fruibilità e comportamento equilibrato generale in ogni condizione di utilizzo
- capacità di carico (in sicurezza)

Tutto questo si traduce nel piacere di guida anche su lunghe distanze con medie chilometriche giornaliere imparagonabili a parità di condizioni fisiche di arrivo (anche io sono per gli slowviaggi intendiamoci, ma a volte sono state necessarie le classiche “tirate”).


Consumi e autonomia: i mono consumano meno ma a volte hanno dei serbatoi ridicoli per affrontare tratte dove tra un benzinaio e l'altro ci sono km di angoscia di rimanere a piedi.

In ordine sparso mi sento di aggiungere:

La sola pedivella (su mono di vecchia generazione) se da una parte ti mette al riparo da panne dovute a problemi con la batteria, dall’altra ti porterà, in situazioni di accendi-spegni consecutivi (richiesta informazioni stradali a passanti, ricerca di alloggi, - senza contare le varie situazioni di precario equilibrio nelle quali ti puoi trovare ecc.) e soprattutto con temperature alte e abbigliato come si conviene ad un motociclista, al prosciugamento delle energie dopo poche pedalate. Meglio quindi, se tu dovessi optare per il monocilindrico, affidarsi al doppio avviamento (bottone + pedivella).

Il peso, sicuramente nota dolente in caso di caduta accidentale, in condizioni di marcia normali ti assicura maggiore stabilità specie in presenza di forte vento o in caso di piccoli urti accidentali. Ma a questo punto è ovvio che si debba giocoforza capire quali saranno gli scenari principali nei quali si intende viaggiare! Quando decisi di andare in Tunisia senza passeggero e con la prospettiva di avventurarmi sulle dune, potendo scegliere ho preferito il mono, mentre per altri itinerari ho scelto, senza dubbi, la bicilindrica. Considera anche che ho avuto la fortuna di poter fare un paragone diretto ripercorrendo, in un paio di occasioni, con il bicilindrico itinerari piuttosto lunghi effettuati in precedenza con il mono… bene, pur regalandomi entrambi delle emozioni indescrivibili hanno avuto un impatto “fisico” opposto.

Tipologia:

Qui, come forse in nessun altra scelta entra in gioco il gusto personale. Guidare una moto della quale sei innamorato forse ti fa passare in secondo piano i suoi difetti. Di contro una moto scevra da difetti ma che non ti fa battere il cuore potrebbe rendere il viaggio meno appassionante.

Se te ne freghi di queste sciocche romanticherie (delle quali sono schiavi il 99% dei motociclisti) e specie se le tue mete sono Africa e Asia dove strade perfettamente asfaltate possono trasformarsi dopo pochi km in incubi e l’assistenza non è paragonabile in termini di capillarità e attrezzatura all’Europa, allora…
PRIMO: cerca mezzi costruttivamente semplici e diffusi sia come modello che come marchio e scaricati il manuale d’officina su una usb;
SECONDO: è vero che ci sono viaggiatori che hanno affrontato dune e guadato torrenti con supersportive o comunque con moto oggettivamente inadatte, ma se la tua meta non è propriamente il coast to coast americano sulle highway, cerca una moto con sospensioni di lunga escursione, buona autonomia, giusta cavalleria che ti permetta sia di andare a 38 all’ora sia di cavarti d’impaccio velocemente se fosse necessario dare un po’ più di gas, discreta protezione aerodinamica, componenti principali protetti, buona accessibilità meccanica, poca elettronica, trasmissione finale a catena e ruote, mi raccomando, a raggi.
TERZO: valore economico del mezzo prescelto. Rotture irreparabili che costringano all’abbandono del mezzo, possibili furti, fidejussioni bancarie per l’ottenimento del carnet de passage en douane, sono elementi da ponderare, unitamente al fatto che presentarsi in alcune zone del pianeta con moto scalcinate da 1.500 euro (ma che comunque per molte delle persone che incontrerai rappresenteranno valori irraggiungibili anche con un anno di lavoro) o con moto da 15.000 euro può fare la differenza in alcune situazioni.

Adesso prendi un frullatore, ci butti dentro tutto e vedi che moto esce fuori.

…e diffida sempre da chi dice “la mia moto è la migliore in assoluto”.

Buona scelta e buon viaggio.

Ps. forse ora, alla soglia dei 50, se io dovessi partire per un viaggio fino a Samarkanda senza avere assilli temporali, viaggiando da solo e fortemente affascinato dalla filosofia del Peggio, opterei per un mono. Mi renderebbe 25 anni di vita e il profumo di una romantica avventura sulla pelle anche se insieme a un bel culo a padella.

Re: Un sogno: la via della seta

Inviato: 03/11/2015, 12:31
da Goldrake
triplo ha scritto:Questione mezzo:


La scelta tra mono, bi, tri, quadri, penta o esa e la conseguente cubatura coinvolge una infinità di fattori, per lo più di natura individuale. Qui ognuno dovrebbe parlare esclusivamente e giustamente per la propria esperienza quindi io riporto la mia che si limita ad un monocilindrico (Suzuki DR600 RK – 1989) e ad un bicilindrico (Africa Twin RD07A -1998); con entrambi modelli ho effettuato alcuni viaggi/vacanze e la bilancia pende inesorabilmente a favore del bicilindrico (nel raffronto fatto esclusivamente tra i due modelli di moto avuti….che sia chiaro, mi raccomando!) in:

- comodità generale (anche per eventuale passeggero)
- abbattimento delle vibrazioni
- protezione aerodinamica (da non sottovalutare assolutamente)
- fruibilità e comportamento equilibrato generale in ogni condizione di utilizzo
- capacità di carico (in sicurezza)

Tutto questo si traduce nel piacere di guida anche su lunghe distanze con medie chilometriche giornaliere imparagonabili a parità di condizioni fisiche di arrivo (anche io sono per gli slowviaggi intendiamoci, ma a volte sono state necessarie le classiche “tirate”).


Consumi e autonomia: i mono consumano meno ma a volte hanno dei serbatoi ridicoli per affrontare tratte dove tra un benzinaio e l'altro ci sono km di angoscia di rimanere a piedi.

In ordine sparso mi sento di aggiungere:

La sola pedivella (su mono di vecchia generazione) se da una parte ti mette al riparo da panne dovute a problemi con la batteria, dall’altra ti porterà, in situazioni di accendi-spegni consecutivi (richiesta informazioni stradali a passanti, ricerca di alloggi, - senza contare le varie situazioni di precario equilibrio nelle quali ti puoi trovare ecc.) e soprattutto con temperature alte e abbigliato come si conviene ad un motociclista, al prosciugamento delle energie dopo poche pedalate. Meglio quindi, se tu dovessi optare per il monocilindrico, affidarsi al doppio avviamento (bottone + pedivella).

Il peso, sicuramente nota dolente in caso di caduta accidentale, in condizioni di marcia normali ti assicura maggiore stabilità specie in presenza di forte vento o in caso di piccoli urti accidentali. Ma a questo punto è ovvio che si debba giocoforza capire quali saranno gli scenari principali nei quali si intende viaggiare! Quando decisi di andare in Tunisia senza passeggero e con la prospettiva di avventurarmi sulle dune, potendo scegliere ho preferito il mono, mentre per altri itinerari ho scelto, senza dubbi, la bicilindrica. Considera anche che ho avuto la fortuna di poter fare un paragone diretto ripercorrendo, in un paio di occasioni, con il bicilindrico itinerari piuttosto lunghi effettuati in precedenza con il mono… bene, pur regalandomi entrambi delle emozioni indescrivibili hanno avuto un impatto “fisico” opposto.

Tipologia:

Qui, come forse in nessun altra scelta entra in gioco il gusto personale. Guidare una moto della quale sei innamorato forse ti fa passare in secondo piano i suoi difetti. Di contro una moto scevra da difetti ma che non ti fa battere il cuore potrebbe rendere il viaggio meno appassionante.

Se te ne freghi di queste sciocche romanticherie (delle quali sono schiavi il 99% dei motociclisti) e specie se le tue mete sono Africa e Asia dove strade perfettamente asfaltate possono trasformarsi dopo pochi km in incubi e l’assistenza non è paragonabile in termini di capillarità e attrezzatura all’Europa, allora…
PRIMO: cerca mezzi costruttivamente semplici e diffusi sia come modello che come marchio e scaricati il manuale d’officina su una usb;
SECONDO: è vero che ci sono viaggiatori che hanno affrontato dune e guadato torrenti con supersportive o comunque con moto oggettivamente inadatte, ma se la tua meta non è propriamente il coast to coast americano sulle highway, cerca una moto con sospensioni di lunga escursione, buona autonomia, giusta cavalleria che ti permetta sia di andare a 38 all’ora sia di cavarti d’impaccio velocemente se fosse necessario dare un po’ più di gas, discreta protezione aerodinamica, componenti principali protetti, buona accessibilità meccanica, poca elettronica, trasmissione finale a catena e ruote, mi raccomando, a raggi.
TERZO: valore economico del mezzo prescelto. Rotture irreparabili che costringano all’abbandono del mezzo, possibili furti, fidejussioni bancarie per l’ottenimento del carnet de passage en douane, sono elementi da ponderare, unitamente al fatto che presentarsi in alcune zone del pianeta con moto scalcinate da 1.500 euro (ma che comunque per molte delle persone che incontrerai rappresenteranno valori irraggiungibili anche con un anno di lavoro) o con moto da 15.000 euro può fare la differenza in alcune situazioni.

Adesso prendi un frullatore, ci butti dentro tutto e vedi che moto esce fuori.

…e diffida sempre da chi dice “la mia moto è la migliore in assoluto”.

Buona scelta e buon viaggio.

Ps. forse ora, alla soglia dei 50, se io dovessi partire per un viaggio fino a Samarkanda senza avere assilli temporali, viaggiando da solo e fortemente affascinato dalla filosofia del Peggio, opterei per un mono. Mi renderebbe 25 anni di vita e il profumo di una romantica avventura sulla pelle anche se insieme a un bel culo a padella.
Bella analisi Triplo! Sono stato molto felice di leggerla perché rispecchia quasi totalmente il mio punto di vista!!!
Motore bicilindrico... ruote a raggi.... cuore giapponese.... scarso valore.... praticamente hai descritto le mie moto!!!! :mrgreen: :mrgreen:

Re: Un sogno: la via della seta

Inviato: 03/11/2015, 12:32
da Goldrake
Peggio ha scritto:In prima istanza v-strom, ma per esperienza a meno che uno non debba fare dune o mulattiere, si fa tutto con qualsiasi moto che davanti abbia più di una 17"...il resto è marketing
Quello è vero, ma le sospensioni hanno la loro parte...

Re: Un sogno: la via della seta

Inviato: 03/11/2015, 12:44
da Peggio
Meno di quanto pensi. L'importante sono cerchi e gommatura, e un'accettabile luce da terra. Tu la moto di Ted Simon (grosso modo analoga alle Bonneville) la troveresti adatta a un giro del mondo? Credi davvero di dovere affrontare un offroad impegnativo, con una moto che essendo adatta a lunghe distanze ed essendo carica di bagagli arriva ai tre quintali di peso?